Gli occhi di Davide

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imagesProbabilmente quello che sto per dire soprattutto nei toni non sarà capito da qualcuno che vive il Perugia come una semplice squadra di calcio in mezzo ai guai quotidiani. Per molti però sarà più semplice capire. Per quelli per cui il GRIFO va oltre lo sport, è il segno di una appartenenza ad una città, ad una comunità, un simbolo di socialità che ci rende forse anche cittadini migliori.

Fatta questa premessa, sabato ho visto e dovuto raccontare un secondo tempo sconcertante, forse mai vissuto. Ho assistito al crollo psicologico e poi fisico di una squadra al primo passaggio a vuoto. Ho capito che prima della tattica, dei singoli è la tenuta psicologica e mentale il primo problema del Perugia. Alla fine sono sceso in sala stampa per la prima volta in questo campionato sconcertato e abbattuto.

Poi ho incontrato e intervistato 3 persone, il capitano, l’allenatore e l’autore del gol. Volutamente ho detto tre persone perché mai come questa volta si sono presentati davanti a me 3 uomini quasi spogliati dal loro ruolo di professionisti, consapevoli del punto di non ritorno vissuto in quel pomeriggio.

Ho ascoltato in particolare la presa di responsabilità di Davide Lanzafame, ho percepito nei suoi occhi uno sguardo di dispiacere e rivincita. Uno sguardo che mi ha quasi commosso e che mi ha fatto uscire dallo stadio Menti con un atteggiamento imprevisto: colpito, stranamente carico, con la mente già proiettata a venerdì, alla rivincita. Non so se si è trattato solo di una impressione, spero di no.

Ci ho pensato per tutto il viaggio di ritorno e ancora oggi a 4 giorni di distanza credo che sia opportuno che noi tifosi cerchiamo di unire e non di dividere. Ognuno trovando il modo che ritiene opportuno, che sia una tirata di orecchie, una contestazione, un applauso, ma non possiamo permetterci di abbandonarli. Incitiamoli ancora più forte, facciamo sì che venerdì sera il Curi sia una bolgia.

Dobbiamo aiutarli a vincere la partita ma ancora di più dobbiamo aiutarli a vincere le nostre e le loro paure.